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L'Antiterra, l'oscuro pianeta pitagorico.

Nell'antica Crotone di 2400 anni fa è stata concepita l'idea di un pianeta parallelo al nostro che non possiamo mai vedere.



2400 anni fa viveva a Crotone un seguace della dottrina pitagorica, fondata circa un secolo prima del maestro #Pitagora e che rese celebre la città calabrese. #Filolao (questo il suo nome) aveva elaborato un nuovo modello del cosmo, sulla base delle conoscenze che erano state tramandate a lungo nella segretissima scuola pitagorica, un modello che spostava la Terra dal centro dell'universo e la collocava in una posizione più esterna, assimilandola a un pianeta. Se a questo punto il vostro pensiero è volato verso la rivoluzione copernicana che cambiò molto la cultura occidentale nel pieno del Rinascimento europeo, non siete in errore, anche se il modello di #Filolao è piuttosto diverso da quello che Copernico elaborò circa 2000 anni più tardi.


Se già, qualche tempo prima, #Anassimandro aveva concepito la Terra come un oggetto galleggiante nel vuoto, che non necessitava di nessun supporto per il suo mantenimento nella posizione che occupa perché non vi è nulla che possa muoverla in alcuna direzione, #Filolao la disloca e la colloca nei cieli in moto rotatorio attorno a un centro: la Terra diventa un pianeta. Concezione molto interessante e corretta dal punto di vista privilegiato delle nostre conoscenze più avanzate ma in realtà il modello di #Filolao non è così aderente al vero come si potrebbe pensare in prima battuta. Il suo cosmo è strano e, per un oggetto in particolare, persino inquietante. Ma ecco come #Filolao concepì l'Universo allora conosciuto.


"Al centro dell'Universo di Filolao c'è un grade fuoco e il Sole ne riflette la luce"

Al centro dell'intero sistema non vi è il Sole ma un'altra fonte luminosa, un fuoco centrale che irradia luce e calore in tutto il cosmo. Il sistema di Filolao non è dunque eliocentrico ma pirocentrico; il Sole non brilla di luce propria ma riflette la luce di questo grande fuoco immenso posizionato al centro di tutto. Anche la Luna non brilla di luce propria ma le sue fasi si devono alla luce che riceve dal Sole e al moto reciproco dei due corpi attorno al centro comune. Il fuoco è il centro del moto orbitale di tutti i corpi celesti, anche della Luna che, quindi, non orbita esattamente attorno alla Terra.


I corpi celesti sono ordinati nel seguente modo, dal più interno al più esterno: c'è la Terra, poi la Luna seguita dal Sole e dagli altri cinque pianeti (Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno), fino alle stelle fisse, in lontananza e sullo sfondo.

Oggi possiamo dire che questo modello non corrisponde al vero ma era quantomeno un tentativo di dare conto dei fenomeni osservativi. Vorrei sottolineare un aspetto non banale del modello: il moto in senso orario delle stelle che osserviamo di notte, in questo modello si trasforma da un vero moto della sfera celeste in un moto apparente. #Filolao immagina che non siano le stelle fisse a muoversi nel verso in cui le possiamo osservare noi ma che tale moto sia solo una conseguenza di un altro moto, quello della Terra, che ruota nel verso opposto.


"Come la Luna che mostra sempre la stessa faccia, così la Terra si muoverebbe in modo da impedirci di vedere il grande fuoco centrale"

Il moto della Terra era infatti duplice: al movimento di rivoluzione attorno al fuoco centrale, si aggiungeva anche un moto di rotazione attorno al proprio asse e i due moti avvenivano nello stesso periodo di tempo, ovvero 24 ore. Dunque la Terra compiva un giro completo attorno al centro in un solo giorno e questo movimento era la giustificazione del moto apparente delle stelle e del Sole nel verso contrario. Ingegnoso e concettualmente corretto, non c'è dubbio. Ma già credo che nel lettore stiano sorgendo delle domande.


Provo ad esplicitare la prima: se al centro del cosmo c'è un grande fuoco che emette luce, come mai non lo vediamo? Beh, dice Filolao, guardate cosa fa la buona e vecchia Luna: ci mostra sempre la stessa faccia, cosicché non ci è mai possibile scorgere che cosa ci sia sull'altro lato. Perché? Perché la Luna ha sincronizzato i due moti che le appartengono: il moto di rivoluzione e quello di rotazione. Mentre la Luna ruota attorno alla Terra, ruota anche su se stessa e questi due diversi movimenti avvengono nello stesso identico tempo di circa 28 giorni. Per questo motivo la Luna orienta sempre la stessa faccia verso di noi e ci nasconde perennemente l'altra. Nel modello di #Filolao la Terra fa la stessa cosa, ruota attorno al fuoco centrale e attorno a se stessa nello stesso tempo (un giorno); in questo modo, una faccia della Terra è sempre esposta al fuoco (e per tale motivo non è abitabile), mentre l'altra, dove viveva #Filolao e tutti i greci suoi contemporanei, non ne era mai esposta ed era soggetta all'alternanza del giorno e della notte, dovuto alla rivoluzione della Terra attorno al centro.


Il sistema era così composto da nove corpi celesti. #Aristotele però ci avverte della presenza di un decimo corpo celeste, oscuro e invisibile ma presente, che ruota assieme agli altri corpi attorno al fuoco centrale. Questo pianeta è l'#Antiterra. Ed è qui che il modello di #Filolao presenta la pecca più grande. Il pitagorico, infatti, aveva introdotto il concetto di #Antiterra non per un pregiudizio filosofico, come sostiene #Aristotele, che mirava a portare i corpi del sistema a 10, numero di grande rilevanza per i Pitagorici (si pensi al valore mistico assegnato alla Tetraktis), ma perché, più scientificamente, #Filolao stava cercando di dare conto di ciò che si era osservato nei cieli e che era noto agli astronomi dell'epoca.


"Il sistema di Filolao non si accorda con le osservazioni delle eclissi lunari. Da qui nasce l'idea di un corpo celeste in più"

Tutto è legato alle eclissi di Luna, quando la Luna, la Terra e il Sole si dispongono in fila indiana, cosicché la Terra proietta un cono d'ombra verso la Luna, oscurandola e non rendendola più visibile di notte. Fin qui tutto bene, ma il problema emergeva quando si pensava alle eclissi lunari che accadono all'alba. Anche in questo caso si può attribuire l'oscuramento del nostro satellite al cono d'ombra proiettato dalla Terra. Questo richiede che la Terra e la Luna si trovino in una precisa posizione lungo le loro rispettive orbite. Ecco però la criticità: si sapeva che dopo un'eclissi avvenuta all'alba, la Luna sarebbe sorta la sera stessa al tramonto e questo nel sistema di #Filolao non era possibile. La Luna, per passare dalla posizione in cui si era trovata all'alba soggetta all'eclissi, avrebbe dovuto tornare indietro lungo la sua orbita per poter essere visibile dalla Terra al tramonto e questo è scorretto. Le eclissi lunari rivelano una falla nel sistema cosmico di #Filolao. Come risolvere il problema? Introducendo l'#Antiterra, un corpo celeste in più che ruota attorno al fuoco centrale. È l'#Antiterra a causare l'eclissi di Luna all'alba. Problema risolto.


Ora però appare un'altra domanda: dov'è l'#Antiterra e perché non la vediamo mai? Per rispondere alla domanda, #Filolao pone l'#Antiterra in moto continuo su un'orbita tale per cui il periodo di rivoluzione sia di 24 ore esatte (come per la Terra) e in una posizione che è sempre diametralmente opposta a quella occupata dalla Terra. L'#Antiterra ci è nascosta alla vista perché compare sempre e solo nei cieli se avessimo la possibilità di spostarci sul lato del nostro pianeta che si rivolge direttamente al grande fuoco centrale, cosa che non è possibile.


"L'Antiterra non esiste ma è frutto di un tentativo volto ad adattare il modello teorico del cosmo a quanto osservato"

L'#Antiterra è un concetto scorretto per i modelli di oggi e appare poco digeribile perché ha quel cattivo sapore che hanno le ipotesi ad hoc, cioè quei concetti che spesso sono stati introdotti nei modelli scientifici più per salvare un vecchio modello che comincia a mostrare le sue debolezze che per trovare davvero una soluzione plausibile a un problema.

Le ipotesi ad hoc spesso non ci aiutano ad avere la giusta prospettiva sulle cose; dobbiamo essere più elastici e maggiormente disposti ad accettare di dover abbandonare i nostri vecchi modelli per elaborarne di nuovi quando appare chiaro che quelli vecchi non sono più consistenti. Di fronte al problema delle eclissi lunari, #Filolao avrebbe dunque dovuto rimettere in discussione il suo sistema, accettando anche la possibilità di doverlo rigettare completamente, anziché correggerlo con l'introduzione un po' artificiosa di un corpo celeste in più, la cui esistenza era indimostrabile.


Mostriamoci però ben disposti a perdonare l'antico pitagorico, se non altro perché ha genuinamente tentato di creare un modello teorico che potesse aderire al massimo all'esperienza, madre e guida di ogni scoperta scientifica.

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