La luna di Galileo in Santa Maria Maggiore.

C'è una strana Luna dipinta sulla cupola di una basilica di Roma che ha molto da raccontare.



Galileo #Galilei annoverava tra le sue migliori amicizie quella con l’artista Ludovico Cardi, detto il #Cigoli. I due erano all’incirca coetanei e tra di loro nacque una forte amicizia, testimoniata dalle numerose lettere che si scrissero; legame rafforzato anche grazie alla passione dello scienziato per l’arte e dell’artista per l’astronomia; l’occupazione dell’uno era dunque motivo di passione e ammirazione per l’altro.

Nel 1610 il #Cigoli ottiene un’importante commissione direttamente da papa Paolo V, Camillo Borghese. Si trattava dell’affresco oggi noto come l’Immacolata Concezione, che si trova nella Cappella Paolina all’interno della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.

Nel documento originario in cui si commissiona il lavoro al #Cigoli, si parla in realtà della raffigurazione di un tema diverso, ovvero della donna dell’Apocalisse; nel documento si legge "Nella cupola si dipingerà la visione dell’Apocalisse cap. 12, cioè una donna vestita di sole, sotti i piedi la luna, intorno al capo una corona di dodici stelle. […] "


"Il Cigoli rappresentò la donna dell'Apocalisse con ai piedi una Luna piena di crateri"

L’iconografia della donna dell’Apocalisse è stata spesso associata a quello della Madonna che combatte la fine del mondo e trionfa in cielo. Per questo oggi si parla di Immacolata Concezione, anche se il titolo attuale dell’opera non corrisponde pienamente all’idea originaria del committente.

Tra i vari simboli presenti nell’affresco, vi è anche la luna, come si legge nel documento. Nella vecchia concezione aristotelica, ancora in voga in quegli anni, la #Luna, come tutti gli astri in cielo, era una sfera perfetta, liscia, immutabile e incorruttibile, che nell'iconografia cristiana divenne simbolo della purezza della Madonna.

L’opera venne portata a compimento nel 1612, due anni dopo la pubblicazione di un’opera fondamentale per lo sviluppo del pensiero scientifico occidentale: il #Sidereus_Nuncius di Galileo #Galilei. In quest’opera, l’autore descrive le sue osservazioni celesti ottenute mediante l’uso innovativo del cannocchiale, che Galileo stesso si era fatto costruire con il preciso intento di puntarlo verso il cielo e cercare così di ossevare ciò che il solo occhio umano non era in grado di vedere. Galileo vede così per la prima una luna diversa, nuova: la superficie non è liscia, come si credeva allora, ma piena di avvallamenti, alture e crateri, come si può dedurre osservando bene la frastagliata linea di demarcazione tra la zona in ombra e la zona illuminata della #Luna. Galileo, in possesso di buone doti artistiche, fece dei disegni di quello che osservò, restituendoci un’immagine della luna che oggi ci appare ovvia ma che non lo era affatto 400 anni fa.