Maria Clara Eimmart, l’illustratrice del cosmo.

Verso la fine del '600 un'illustratrice tedesca contribuiva alla diffusione delle nuove scoperte astronomiche.



Il 27 maggio del 1676 nasceva a Norimberga Maria Clara #Eimmart, la figlia di Georg Christoph Eimmart, artista e direttore dell’Accademia di Belle Arti di Norimberga. Maria Clara ereditò dal padre due diverse passioni: quella per le arti figurative e quella per la l’osservazione astronomica. Il padre Georg aveva fatto costruire un osservatorio astronomico privato in un prato di fianco a casa sua e si dilettava ad osservare il cielo, pubblicando anche lavori a carattere scientifico derivati direttamente dalle sue osservazioni.

La figlia Maria Clara seppe così unire le due discipline diventando un’ammirevole illustratrice di oggetti celesti. Verso la fine del ‘600, grazie al lavoro di Galileo #Galilei, il cannocchiale si era ormai diffuso in Europa e i trattati di astronomia dell’epoca cominciavano ad essere corredati di illustrazioni che mostravano quello che era possibile osservare con gli strumenti ottici a disposizione: la superficie della Luna, i pianeti allora conosciuti, le comete. Maria Clara divenne un’illustratrice di tavole astronomiche molto accurate e di grande valore per la comunità scientifica, in un periodo storico dove ancora non era disponibile la fotografia e le illustrazioni erano l’unico modo che si aveva per rappresentare il cosmo.

I suoi lavori vennero raccolti in un opera chiamata Micrographia stellarum phases lunae ultra 300 (Più di 300 micrografie delle stelle e delle fasi lunari). Oggi alcuni suoi affascinanti lavori, pochi in realtà, sono conservati ed esposti presso il Museo della Specola di Bologna. Tra queste tavole le più accattivanti sono sicuramente quelle che rappresentano molto bene le fasi lunari, dipinte su cartoncini blu. La luna appare molto realistica e con tutte le imperfezioni tipiche della sua superficie, che già erano state osservate da Galileo.



Interessanti sono anche le raffigurazioni delle fasi di #Mercurio; questo fenomeno era particolarmente importante perché era la dimostrazione del moto dei pianeti attorno al Sole. Solo presupponendo il moto di #Mercurio attorno al Sole si poteva infatti spiegare come mai la porzione illuminata della sua superficie potesse cambiare costantemente, nello stesso modo in cui cambiano le fasi lunari.

Ci rimane molto poco del lavoro di Maria Clara, anche per via della sua morte precoce per parto a soli 31 anni, ma quello che ancora possiamo osservare è una bella testimonianza del progresso in campo astronomico che si stava portando avanti alla fine del Siecento, nonché un bell’esempio di connubio tra arte e scienza.