Primo nella scienza, postumo nella fama.

Così recita la lapide commemorativa collocata sulla casa natale di Vincenzo Tiberio, lo scopritore a lungo sconosciuto del primo antibiotico.


Come mai un lavoro scientifico di così grande importanza è stato per tanti anni ignorato dalla comunità scientifica internazionale e dal grande pubblico? Perché il medico molisano Vincenzo #Tiberio non ha ricevuto il giusto riconoscimento per il suo importante lavoro di ricerca? Quell'articolo redatto con cura ed attenzione nel 1895 dal titolo Sugli estratti di alcune muffe e pubblicato sulla rivista italiana Annali di Igiene Sperimentale non ebbe l'eco che ci si sarebbe aspettato, visto il grande successo che ebbe 35 anni più tardi lo scienziato inglese Alexander #Fleming, scopritore della penicillina e vincitore del premio Nobel nel 1947.

Ma cosa scoprì #Tiberio? Mentre era studente di medicina all'Università di Napoli, il giocane Vincenzo si trovava dagli zii ad Arzano. Qui si trovava un pozzo dal quale veniva attinta l'acqua usata per tutte le faccende domestiche. Sui bordi del pozzo si formavano continuamente degli strati di muffa che periodicamente andavano rimossi per mantenere il pozzo pulito. #Tiberio si accorse però che, quando il pozzo veniva ripulito dalle muffe, gli abitanti della casa manifestavano disturbi intestinali che invece scomparivano quando le muffe erano presenti. Verrebbe quasi da dire il contrario ma proprio la stranezza del fenomeno fece accendere un'idea nella mente di #Tiberio: è possibile che le muffe abbiano un effetto positivo sulla salubrità dell'acqua nel pozzo?

#Tiberio cominciò così a raschiare le muffe per portarle nei laboratori dell'Università di Napoli ed analizzarle. Ecco che si giunse alla scoperta: le muffe erano in grado di produrre una sostanza battericida che #Tiberio riuscì ad isolare e utilizzò con successo nella guarigione di alcune cavie dalle infezioni batteriche che le avevano colpite. #Tiberio aveva scoperto il primo antibiotico anni prima della scoperta della penicillina da parte di #Fleming (1930). Nel suo articolo, scrisse: "Per le loro proprietà le muffe sarebbero di forte ostacolo alla vita e alla propagazione dei batteri patogeni." Un'affermazione che cade come una bomba e invece niente: nessuna deflagrazione.


"Per le loro proprietà le muffe sarebbero di forte ostacolo alla vita e alla propagazione dei batteri patogeni."

Il suo articolo, redatto in italiano, non ricevette quell'attenzione che #Tiberio si aspettava. Gli Annali di Igiene Sperimentali era una delle riviste italiane più importanti dell'epoca ma con un ruolo di secondo piano nel panorama internazionale. Una scoperta di quella portata avrebbe dovuto attivare altri laboratori di ricerca verso l'approfondimento e la convalida dei risultati trovati da #Tiberio. Questo avrebbe sicuramente portato alla sinterizzazione di alcune sostanze antibiotiche con anni di anticipo rispetto a quanto realmente accaduto. Eppure tutto questo non è successo e l'articolo di #Tiberio venne praticamente ignorato.


Il nipote racconta della delusione che il nonno provò per il modo in cui il suo lavoro venne accolto (o meglio, non accolto). Questo lo spinse ad arruolarsi in Marina, dove negli anni successivi si distinse per la sua operosità, ricevendo importanti riconoscimenti ufficiali, tra cui la menzione d'onore (fu tra i soccorritori durante il terremoto di Messina del 1908). Durante tutto il periodo di permanenza nelle forze armate, #Tiberio continuò la sua attività di ricerca e numerose furono le sue pubblicazioni, fino alla morte per infarto avvenuta nel 1915 a 45 anni.


Il suo lavoro rimase nell'ombra ancora per molti anni. Nel frattempo, #Fleming fece la sua scoperta e ricevette il Nobel nel 1945. Solo due anni più tardi il tenente colonnello Giuseppe Pezzi ritrovò l'articolo di #Tiberio del 1895 e ne diffuse la notizia. Anche se era tardi per riconoscere al dottor #Tiberio il merito della sua scoperta, non era ancora troppo tardi per onorare un uomo e il suo importante lavoro. Il Dipartimento di Medicina e Scienze della Salute dell'Università del Molise è stato intitolato a Vincenzo #Tiberio nel 2015.

Una targa commemorativa è comparsa anche sulla sua casa natale a Sepino, la quale recita "Primo nella scienza, postumo nella fama".

Anche quando comprese che non avrebbe ottenuto il giusto riconoscimento, #Tiberio continuò a fare ricerca scientifica con la passione che contraddistingue tutti i migliori uomini di scienza. Dietro una foto di sua moglie Amalia, scrisse: "Lunga e difficile è la via della ricerca, ma alla base di tutto c'è l'amore."

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