Il bianco perfettamente colorato di Newton.

Aggiornamento: 17 nov 2021

Con un foglio bianco di carta, un po' di polvere e l'aiuto casuale di un amico, si possono imparare molte cose sulla natura dei colori.



Tutti conoscono l’enorme contributo che Isaac #Newton diede allo sviluppo della dinamica e della gravitazione universale ma non va dimenticato il suo fondamentale lavoro nel campo dell’ottica e dello studio delle proprietà della luce. Dopo anni di studi condotti con prismi e lenti, il giovane #Newton riuscì a spingere la comprensione della luce molto più in là di quanto non avessero fatto alcuni suoi illustri colleghi pochi anni prima, come René #Descartes o Robert #Boyle. Secondo la teoria maggiormente accreditata in quegli anni, i colori erano dovuti ad una diversa mescolanza di luce e di ombra e le infinite diverse gradazioni con cui era possibile mescolare la luce e l’ombra poteva creare l’infinita varietà di colori che i nostri occhi sono in grado di osservare. #Newton condusse dei famosissimi esperimenti con un prisma in grado di disperdere un fascio di luce solare proveniente da un foro praticato nell’imposta della finestra e proiettare su un foglio bianco lo spettro dei colori dell’arcobaleno.


"Newton condusse moltissimi esperimenti di ottica per dimostrare chela luce bianca è formata dal miscuglio di tutti i colori dello spettro"

#Newton dovette così presto accorgersi che la varietà dei colori non era data dalla mescolanza di bianco e di nero ma la verità era da ricercare nel concetto diametralmente opposto: sono i colori che, con la loro mescolanza, danno origine al bianco e che, con la loro assenza, creano immagini nere. Ricomponendo lo spettro colorato generato dal prisma grazie ad una lente convergente, si vedevano i vari colori rimescolarsi assieme per dare origine a luce bianca, come quella che in origine era entrata dal foro nella finestra. Un oggetto appare dunque bianco quando è in grado di riflettere tutti i colori dello spettro della luce visibile, mentre al contrario appare nero per via della totale, o quasi, assenza di riflessione da parte del corpo colpito da un fascio di luce.


Molti sono gli esperimenti che #Newton portò avanti con grande perizia e che ha descritto meravigliosamente bene nella sua opera #Ottica edita nel 1704, e quindi molti anni più tardi rispetto al periodo in cui lo stesso #Newton si dedicò agli esperimenti di ottica, portati avanti nel periodo 1665-1666. Nel cercare di spiegare che la visione del bianco è prodotta dalla mescolanza di tutti i colori dello spettro, #Newton conduce un esperimento che, tra i tanti volti a dimostrare la medesima tesi, risulta particolarmente originale e che viene riportato nel primo libro dell’#Ottica.


Nella sua stanza, #Newton pose sul pavimento un foglio di carta bianco e a fianco stese un velo di polvere creata dalla mescolanza di alcune polveri colorate (orpimento, porpora, cenere e Viride aeris), alcune delle quali usate dai pittori per la creazione dei colori delle loro tavolozze. Ogni polvere presa singolarmente ha un proprio colore particolare ma mescolando le polveri si ottiene un bianco candido. #Newton dispose le cose in modo che la luce solare proveniente dalla finestra illuminasse direttamente e con forte intensità tanto il foglio di carta quanto lo strato di polvere disposti a terra. Il caso volle che un suo amico lo venne a trovare proprio in quel momento: #Newton lo fermò immediatamente sulla porta e, senza spiegargli la situazione né la ragione che lo spinse a fare ciò che stava facendo, chiese al suo amico quale dei due bianchi fosse il migliore e in che cosa differissero. L’amico stette al gioco e, dopo un’attenta osservazione, concluse che non riusciva a distinguere i due bianchi perché gli apparivano identici.


"Il bianco puro del foglio di carta era indistinguibile da quello prodotto dalla sovrapposizione dei colori delle polveri"

Ecco dunque la prova. Il bianco prodotto dalla polvere non differisce dal bianco prodotto dal foglio di carta: la differenza sta nel fatto che il bianco prodotto dalla polvere è generato dalla somma dei colori che le singole polveri del miscuglio creano quando sono illuminate. Come scrive lo stesso #Newton:


“Ora, se considerate che il bianco della polvere nella luce del sole era composto di colori che le polveri componenti hanno nella medesima luce solare, dovete riconoscere che il bianco perfetto è composto da colori.”


L’effetto è dunque non dissimile da un altro esperimento curioso a cui pensa #Newton. Se miscelate in acqua un po’ di sapone e poi agitate il tutto, si crea una schiuma fatta di tante piccole bolle che, se osservate attentamente da vicino, daranno origine ai tantissimi colori dello spettro. Ma se l’osservatore si allontana tanto da non poter più distinguere i singoli colori sulle piccolissime bolle di sapone, allora vedrà tutta la schiuma apparire di un bianco perfetto.

Oggi questi concetti ci vengono insegnati a scuola ma si deve allo straordinario ingegno di Sir Isaac #Newton e ai suoi attentissimi esperimenti la nostra attuale conoscenza sulla natura dei colori.


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