L'inganno delle sentinelle.

Raccontare un giusta dose di bugie è una precisa strategia messa in campo dall’evoluzione per ottenere il massimo vantaggio.



Passeggiando tra i boschi si possono incontrare alcuni stormi di uccelli appollaiati sui rami di un albero. Alcuni si cibano nella parte più bassa delle fronde mentre altri cercano cibo nella parte più alta. Tra di loro ci sono uno o due esemplari che tendono sempre a rimanere il più possibile al centro dello stormo o immediatamente al di sotto, con una precisa mansione da svolgere: quello di sentinella. È compito di una buona sentinella emettere un richiamo particolare per avvisare tutti i compagni dell’avvistamento di un rapace che può rappresentare un pericolo per l’intero gruppo.


Questo è ciò che riuscì ad osservare l’ornitologo Charles Munn, studiando stormi di varie specie di uccelli nelle foreste tropicali del parco nazionale del Manu, in Perù. L'aspetto curioso della scoperta sta nel fatto che Munn notò che ogni tanto le sentinelle davano al loro stormo falsi segnali di pericolo, anche quando in vista non c’era nessun predatore. E non si trattava solo di una svista o di un atto denunciante un’eccessiva prudenza. Ogni volta infatti che una sentinella manda un falso allarme, ne trae un vantaggio, assicurandosi un boccone che, in un altro contesto, non avrebbe mai ottenuto. La sentinella dunque mente a tutto il gruppo per ottenere un vantaggio per se stessa.


"Le sentinelle lanciano all'incirca un richiamo falso su sette"

Tale comportamento non stupisce noi umani che siamo ben abituati a raccontare bugie in vista di un nostro vantaggio ma stupisce osservare un comportamento simile nelle specie animali. Ma si sa, raccontare troppe bugie può servire solo a procurarci un danno nel momento in cui quelli che ci stanno attorno si accorgono delle nostre continue e ripetute menzogne e smettono di prenderci sul serio, come la storiella di quello che grida “Al lupo!” ci ha insegnato fin da bambini. Anche le sentinelle tra i volatili sembrano conoscere questo principio e non abusano dei loro richiami menzogneri. Munn notò che, della totalità dei richiami emessi dalle sentinelle, quelli falsi costituivano circa il 15%. Pare dunque che l’evoluzione abbia trovato un giusto equilibrio tra l’ottenere un vantaggio dalle menzogne e lo svantaggio di raccontarne troppe, con il forte rischio collaterale di perdere credibilità agli occhi del gruppo e non traendo alcun vantaggio. Insomma, le sentinelle sanno raccontare balle ma con la giusta moderazione.


Se è vero che c’è sempre qualcosa da imparare dalla natura, impariamo a dire bugie nella giusta percentuale: non più del 15%.

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