L’inquietante esperimento di Joseph Wright of Derby.

La ricerca scientifica, con le sue luci e le sue ombre, nel dipinto di Joseph Wright of Derby del 1768.


"Esperimento su un uccello nella pompa pneumatica", Joseph Wright of Derby, 1768, 1,83x2,44, National Gallery, Londra

Un esperimento che suscita cosa? Interesse? Fascino? Inquietudine? O forse un senso di orrore?

Nel dipinto del pittore inglese Joseph #Wright of Derby si rintraccia una forte complessità di emozioni di fronte ad un esperimento scientifico che non può lasciare indifferente l'osservatore, invitato ad guardare con attenzione dallo stesso sperimentatore che punta lo sguardo direttamente verso di lui.

Come indicato esplicitamente nel titolo dell'opera, stiamo assistendo ad un esperimento scientifico messo in opera al centro della scena. Sul tavolo si trova appoggiata una macchina pneumatica, uno strumento inventato un secolo prima ed utilizzato dallo scienziato Robert #Boyle per i suoi esperimenti sul vuoto. Verso la metà del 1600 era nota la possibilità di creare il vuoto all'interno di contenitori chiusi ermeticamente grazie all'uso di una macchina che fosse in grado di aspirarne l'aria dall'interno. Famoso fu l'esperimento degli emisferi di #Magdeburgo, ricordato nella tela dagli emisferi poggiati sul lato destro del tavolo vicino al bicchiere, in cui due semisfere cave vengono tenute assieme dalla pressione atmosferica esterna con una forza tale che nemmeno intere file di cavalli sono furono in grado di separarle. #Boyle ebbe modo di costruire una macchina pneumatica che riusciva a creare una situazione che non si può definire di vuoto perfetto (ancora oggi creare il vuoto è molto difficile) ma che comunque permetteva di ridurre di molto la quantità d'aria presente all'interno di un contenitore.


Si capisce subito quale sarà il destino del pappagallo e che cosa vuole dimostrare l'esperimento messo in atto dallo scienziato-stregone.


Nell'esperimento di #Wright, il contenitore si trova sulla sommità della torretta al centro della scena. Ciò che fa sorgere un senso di forte inquietudine è che dentro l'ampolla di vetro c'è un essere vivente: un pappagallo bianco. Si capisce subito allora quale sarà il destino del pappagallo e che cosa vuole dimostrare l'esperimento messo in atto dall'uomo che ci tiene gli occhi puntati addosso, come se il suo esperimento non fosse quello che sta realizzando con le mani ma quello di osservare attentamente la reazione di chi lo osserva.

Attorno alla macchina pneumatica ci sono diversi personaggi che incarnano differenti reazioni emotive. A sinistra troviamo due giovani amanti intenti a guardarsi languidamente: è evidente che a loro importa bene poco di quello che sta accadendo. La cosa importante è sfruttare la situazione per trascorrere del tempo con la persona amata.

Più in basso, un ragazzo mostra un'accesa curiosità per quanto sta avvenendo: non si sa se si stia davvero rendendo conto di quello che accadrà da lì a poco al pappagallo ma sembra che la cosa non desti in lui nessuna repulsione. A fianco, su un piano più vicino allo spettatore, un uomo osserva l'esperimento senza alcun coinvolgimento emotivo; è l'uomo della tecnica che ha un ruolo importante da svolgere, al di là delle sue implicazioni etiche: misurare la durata temporale dell'asfissia del pappagallo grazie al cronometro che stringe nella mano. Il suo obiettivo è solo quello di raccogliere dati misurabili.

A destra, troviamo il volto ben illuminato di una ragazzina che pare sconvolta per quanto sta accadendo e che tuttavia non riesce a volgere altrove lo sguardo: la curiosità è più forte del raccapriccio. Nell'animo della ragazza alla sua sinistra si coglie una più spiccata sensibilità che la spinge a coprirsi il volto per non essere costretta a guardare. Il padre stringe le due ragazze incoraggiandole ad osservare l'esperimento; per lui evidentemente si tratta di un momento educativo e di utile apprendimento. Sembra esserci una certa sintonia di intenti tra il padre delle ragazze e l'uomo del cronometro.

All'estremità destra della tela troviamo un ragazzo che volge il suo sguardo verso lo spettatore mentre chiude la gabbietta dell'uccello che oramai rimarrà vuota. Al di là della finestra fa la sua comparsa la luna, la cui luce è in parte oscurata dalle nubi. Un chiaro riferimento alla #Lunar_Society, un'associazione nata nel 1765 che raccoglieva alcuni esponenti di spicco della società inglese dell'epoca, tra i quali Erasmus Darwin e lo stesso Wright, e che organizzava i propri incontri nelle notti di luna piena.


Stiamo guardando un esperimento scientifico che ci permette di comprendere meglio qualche legge di natura?


L'uomo sulla destra è l'unico personaggio che sembra assorto in profonda meditazione e appare come l'unica figura che è combattuta, come probabilmente lo sono gli spettatori del dipinto. Cosa pensare di ciò che stiamo osservando? Stiamo guardando un esperimento scientifico che ci permette di comprendere meglio qualche legge di natura? O quella che vediamo è solo un'inutile crudeltà senza alcuno scopo preciso e che poteva pertanto essere evitata?

Pare che l'esperimento sia solo una dimostrazione volta all'intrattenimento del pubblico, in un periodo storico in cui la scienza stava compiendo grandi progressi nella comprensione della natura e attirava l'attenzione del pubblico. Non sembra dunque che l'esperimento sia condotto ai fini della ricerca scientifica (non credo infatti che dei ragazzini possano essere considerati scienziati alla stessa strega dei membri della #Royal_Society); pare piuttosto che la sua finalità sia quella di combattere la noia di alcune persone che altrimenti avrebbero trascorso la serata in vacue conversazioni da salotto.

Qui si pone un quesito di etica che emerge in continuazione ogni volta che la scienza, in particolare quella medica, sacrifica esseri viventi per portare avanti la ricerca, scatenando dibattiti a non finire, dai quali spesso non si riesce a trovare una via d'uscita. Luci e ombre nel progresso scientifico che sembrano le luci che sembrano riportate nelle luci e nelle ombre caravaggesche della tela di #Wright, oltre che nella luce lunare ottenebrata dalle nubi.


Forse il vero esperimento rappresentato da #Wright non è quello di fisica sul vuoto creato dalla pompa pneumatica o quello biologico volto a dimostrare l'importanza vitale dell'aria per tutti gli esseri viventi ma piuttosto un esperimento psicologico sullo spettatore che, come gli altri personaggi della tela, viene spinto ad una qualche reazione emotiva, scrutata a fondo dallo sguardo penetrante rivolto direttamente all'osservatore dallo scienziato stregone. E voi a quale personaggio vi sentite più affini?


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